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Padova: Siamo tutti Ucraini  –

Chernobyl 36

Immagini dall’inferno

Dal 26 aprile al 30 giugno, mostra-evento fotografica itinerante, per i 36 anni dalla catastrofe di Chernobyl, all’interno dell’Istituto “Magarotto” di Via Cardinal Callegari n. 6, zona San Carlo 2 Arcella, Padova.

Unione Sovietica, 26 aprile 1986: Chernobyl il disastro. La sciagura di Chernobyl è stata assieme al disastro di Fukushima del 2011, la più grande catastrofe nella storia degli impianti nucleari, ma ancora oggi, seppur siano passati ben trentasei anni dall’esplosione del quarto reattore della centrale di Chernobyl, in realtà non si conoscono fino in fondo quali siano gli effetti nocivi dell’esplosione in primis per quanto concerne la salute. Effetti nocivi aggravati in questi giorni dalla drammatica situazione in cui si trova l’Ucraina tutta, invasa dallo scorso 24 febbraio dalle truppe russe, ed essere teatro della più brutale guerra in suolo europeo dai tempi della seconda guerra mondiale.

Infatti i media internazionali, hanno descritto una situazione grave nell’area attorno a Chernobyl, in particolare per le truppe russe che si sono posizionate per circa 40 giorni tra Chernobyl e Pripyat; truppe che poi sono state poi dislocate in Bielorussia.

Gli effetti più drammatici dell’incidente nucleare del 1986 dunque perdurano ancora. Questi effetti si notano maggiormente a Pripjat, città che dista a soli tre chilometri dal reattore 4, esploso. Le immagini che costituiscono questa mostra fotografica, “Chernobyl 36”, sono tutte di Elisa Santoro e Salvatore Uccello i quali più volte si sono recati a Pripyat. Oltre alle migliaia di vittime, il disastro di Chernobyl ha annientato numerose località in tutta l’Ucraina e la Bielorussia. Pripyat per esempio è stata completamente evacuata in poche ore il giorno successivo. Pripyat, era una ridente, prosperosa e moderna cittadina di 50.000 abitanti, fiore all’occhiello non solo dell’Ucraina ma di tutta l’URSS. Era una città modello  fondata nel 1970 per accogliere i lavoratori della Centrale e le loro famiglie. A Pripyat è stato aperto il primo supermercato di tutta l’Ucraina, i negozi erano alla moda e tutte le novità passavano da qui prima di arrivare (se mai vi arrivavano) a Kiev. Infatti era meta di shopping e visite di piacere da parte degli abitanti della capitale. Era una città molto giovane anche a livello di popolazione e di questo ne è prova sicuramente il numero impressionante di asili, scuole ed istituti professionali nonché una città piena di divertimenti: cinema, teatri, auditorium, palestre, piscine, ristoranti. Un paradiso sovietico. Sempre dalle immagini esposte, è quasi possibile percepire l’euforia e l’impazienza degli abitanti, soprattutto i più piccoli, per l’apertura del parco divertimenti che sarebbe dovuto essere inaugurato il 1° maggio, quindi il suo simbolo, la ruota panoramica, giace lì arrugginita, radioattiva e mai utilizzata. Questo luogo di divertimenti è infatti diventato uno dei luoghi più pericolosi di tutta la città perché qui venivano “sciacquati” gli elicotteri e gli altri mezzi che prestavano la prima assistenza e i primi soccorsi dopo l’incidente. Un altro luogo che trasuda radioattività e che le immagini esposte ben evidenziano, sono quelle dei tanti ospedali della città. Nei loro sotterranei sono stati stipati gli indumenti dei liquidatori ricoverati per le “cure mediche” a seguito dei danni riportati dalle radiazioni. In pratica la Chernobyl-Pripyat immortalata da Santoro e Uccello è nella sostanza un cimitero dell’umanità a cielo aperto, dove né la nostra generazione né quelle future avranno la fortuna di vedere rinascere queste città, calpestate ora anche nella loro dignità dagli ultimi avvenimenti di questi giorni, che hanno spinto l’Europa tutta ad essere a fianco del popolo Ucraino, per sentirsi tutti Ucraini.

 

Andrea Malaman

Padova, 23 aprile 2022

Note:

Chernobyl 36

Immagini dall’inferno

Mostra Fotografica e non solo

dal 26 aprile al 30 giugno 2022

all’Istituto “Magarotto” di Padova

 

Orari d’apertura della mostra:

la mostra Chernobyl 36 è aperta al pubblico

compatibilmente con gli orari d’apertura dell’Istituto “Magarotto”

e in linea con le norme anti covid-19

 

Per maggiori informazioni

Educandato Statale San Benedetto

Tel: 0429/804033

www.educandatostatalesanbenedetto.it

 

 

Andrea Malaman

Cell. 3338289350

e.mail malan7@libero.it                        andrea.malaman@pecgiornalisti.veneto.it

www.amartevents.it

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Chernobyl MOSTRA ucraina